Il riciclo: un primato tutto italiano in piena pandemia
Se vi dicessi che l’Italia è un esempio in Europa per il riciclo dei rifiuti ci credereste? Eppure è un motivo di vanto di cui andare fieri!
L’assoluta necessità di decarbonizzare l’economia e renderla circolare, riducendo drasticamente la produzione di rifiuti per garantire la salvaguardia degli ecosistemi e, di conseguenza, della nostra, sembra essere stata la vera forza promotrice di un processo di cambiamento che vede l’Italia «prima, tra le cinque principali economie europee, nella classifica per indice di circolarità. Sul podio, ancora ben distanziate, anche Germania e Francia, con 11 e 12 punti in meno».
Si tratta di un risultato straordinario, ma che rischia di vanificare tutti gli sforzi precedenti a causa di una brusca frenata, e di una conseguente flessione, verificatesi nel biennio 2017-2018, a causa degli scarsi investimenti destinati all’avanzamento tecnologico e alle politiche verdi durante il biennio in questione.
Una nuova iniziativa firmata dal Sole 24 Ore e dalla società di analisi Statista è stata effettuata in piena pandemia per evidenziare se le difficoltà strutturali e organizzative abbiano, nel corso degli ultimi anni, fatto perdere centralità ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare. I risultati sembrano aver delineato con maggiore certezza un quadro che già si era formato nei suoi elementi salienti: «un’azienda su quattro investe in modo convinto in sostenibilità già da tempo; altre lo fanno in modo limitato e non strutturato e alcune hanno affrontato il tema solo di recente, ma in futuro per il 56% delle aziende l’enfasi crescerà, come pure gli investimenti in comunicazione».
Inoltre, nelle PMI italiane si assiste ad un’internalizzazione dei concetti di economia circolare e di valorizzazione degli scarti rendendoli parte integrante della strategia competitiva aziendale e, dunque, della configurazione di una value propotion in linea con le aspettative che gli stakeholders palesano.
In Italia la pratica del riciclo è estremamente diffusa e il motivo di tale primato va ricercato, in parte, nelle caratteristiche del territorio che presenta scarse materie prime.
Secondo il rapporto Greenitaly 2020, elaborato da Symbola, siamo il primo Paese in Europa per il riciclo di rifiuti pro-capite, poiché recuperiamo il 79% degli scarti prodotti, industriali e urbani, il doppio rispetto alla media europea (39%), seguiti ad una certa distanza da Francia (56%), Regno Unito (50%) e Germania (43%).
Tutto questo sta avvenendo in un momento storico in cui ci si rende conto di quanto precario e instabile sia l’equilibrio su cui si basa la nostra esistenza. Serve una formazione civica per superare le fasi di stallo che potrebbero ripresentarsi attraverso interventi strutturali radicali. La conversione verso un’economia circolare è un processo complesso che deve essere alimentato costantemente sia sul piano formale, attraverso opportuni interventi legislativi, sia sul piano sostanziale. Intanto, l’invito rivolto a ciascuno è quello di essere parte del cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo attraverso le azioni quotidiane, dando visibilità a quei progetti e a quelle storie che hanno il pregio di mettere in luce le realtà che hanno sposato i principi di un’esistenza ad impatto zero trasformandoli in punti di forza e di distintività.
Fonte: Il Rapporto 2020 – Circular Economy Network
Leader della sostenibilità 2021: alla ricerca delle imprese più etiche e green – Il Sole 24 ORE
7 Comments
Enrica
Una buona dose di carica per continuare a fare sempre meglio! Grazie
Rania
Complimenti!!
Naila Ammari
Complimenti Alessandro
Roberta Russo
Wow non lo sapevo
Caterina Passamonte
Non sapevo che l’Italia fosse al primo posto!!!
Ilaria Testa
Che bello sapere che il nostro Paese è uno dei primi ad essere impegnato nella politica green 🇮🇹
Cristina Cancemi
Bel post, argomento molto interessante che mi tocca particolarmente.